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Cittadinanza

 

Cittadinanza

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Riferimenti normativi

Legge del 5 febbraio 1992 n. 91 -    Nuove norme sulla cittadinanza (G.U. n. 38 del 15.2.1992), entrata in vigore il 16.8.1992;
D.P.R. n. 572 del 12 ottobre 1993 - Regolamento di esecuzione della legge 5 febbraio 1992, n. 91 (G.U. n. 2 del 4.1.1994);
D.P.R. del 18 aprile 1994 n. 362 - Regolamento recante disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana (G.U. n. 136 del 13.6.1994).

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CITTADINANZA: NUOVE TARIFFE CONSOLARI

Con Decreto Legge 24/04/2014 n.66 è stato introdotto a partire dall’8 luglio 2014 il pagamento di una tassa consolare, (da pagare in Franchi Svizzeri sulla base del tasso di ragguaglio fissato ogni 3 mesi da questo Consolato e pubblicato sul nostro sito web) equivalente a 300 euro per la trattazione delle pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana presentate, a qualsiasi titolo, da soggetti maggiori di anni 18. 

Il pagamento deve essere effettuato al momento della presentazione della domanda, anche se la pratica è incompleta ed anche se la stessa ha esito negativo, ossia anche quando la cittadinanza non viene riconosciuta. Il pagamento può essere effettuato presso il Consolato oppure con bollettino postale o e – banking ( vd. tabella ). 

Restano escluse dal pagamento della tassa le richieste di riconoscimento presentate per i figli minorenni. 

Resta confermato il pagamento del contributo di 200 euro a favore del Ministero dell’Interno previsto dall’Art. 9 bis della Legge 91/92 per:
- istanze di cittadinanza italiana per matrimonio (Art. 5 Legge 91/92);
- le istanze o dichiarazioni di elezione, riacquisto, rinuncia della cittadinanza italiana.

INFORMAZIONI GENERALI

La cittadinanza italiana si basa sul principio dello ius sanguinis, per il quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano; la madre cittadina italiana trasmette la cittadinanza ai figli minori solo a partire dal 1° gennaio 1948.

Attualmente, la cittadinanza italiana è regolata dalla Legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche ed integrazioni che, a differenza della legge precedente, rivaluta il peso della volontà individuale nell’acquisto e nella perdita della cittadinanza, e riconosce il diritto ad avere più cittadinanze, fatte salve le diverse disposizioni previste da accordi internazionali.

L'ufficio cittadinanza del Consolato d’Italia (cittadinanza.ginevra@esteri.it) riceve esclusivamente per appuntamento. Per prenotare l’appuntamento clicca qui.

ACQUISIZIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA

1. La cittadinanza italiana si acquisisce automaticamente nei seguenti casi:

  • per filiazione: i figli di un/una cittadino/a italiano/a sono automaticamente italiani, anche se nati all’estero;
  • per nascita sul territorio italiano, in ogni caso in cui i genitori siano ignoti o apolidi o non trasmettano la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato al quale essi appartengono; nel caso in cui il figlio di ignoti venga trovato abbandonato in territorio italiano e non si riesca a determinarne lo status civitatis.
  • per riconoscimento di paternità o maternità, durante la minore età del figlio (nel caso in cui il figlio riconosciuto sia maggiorenne, è necessaria la elezione di cittadinanza da parte di quest’ultimo entro un anno dal riconoscimento stesso)
  • per adozione, sia che il minore straniero sia adottato da cittadino italiano mediante provvedimento dell’Autorità Giudiziaria italiana, sia nel caso in cui l’adozione venga pronunciata all’estero e resa efficace in Italia con ordine (emanato dal Tribunale per i minorenni) di trascrizione nei Registri dello Stato Civile.

 

2. Acquisto per residenza in Italia

L’art. 9 della legge contempla l’istituto della concessione della cittadinanza italiana mediante Decreto del Presidente della Repubblica, prevedendo modalità differenziate in considerazione di specifici requisiti degli aspiranti e graduando il periodo di residenza legale occorrente per legittimare la proposizione della relativa istanza.

In via ordinaria viene richiesta una residenza legale sul territorio dello Stato di almeno 10 anni per gli stranieri non comunitari (art. 9, lett. f), ma numerosi sono i casi per i quali il periodo di residenza occorrente è inferiore:

- 3 anni di residenza legale: per lo straniero di cui il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati italiani per nascita o per lo straniero nato in Italia e ivi residente;

- 4 anni per il cittadino di uno Stato aderente alle Comunità Europee;

- 5 anni di residenza legale successivi all’adozione per lo straniero maggiorenne; successivi al riconoscimento dello status per l’apolide o il rifugiato politico.

Non è previsto il requisito della residenza per lo straniero che ha prestato servizio anche all’estero per lo Stato Italiano per almeno cinque anni (lettera c dell’art. 9).

Riferendosi ad ipotesi che trovano applicazione solo sul territorio italiano, si rinvia per la relativa disciplina al Ministero dell’Interno.


COME SI ACQUISTA LA CITTADINANZA ITALIANA PER MATRIMONIO

NUOVA PROCEDURA PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI CITTADINANZA PER MATRIMONIO (ex art.5 Legge 91/92)

RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA

La disciplina del riacquisto della cittadinanza è contenuta nell’art. 13 della legge 91/92. Si segnala in particolare che il cittadino, residente all’estero, che ha perso la cittadinanza può riacquistarla ai sensi del comma 1, lettera c), previa apposita dichiarazione al competente Ufficio consolare qualora stabilisca la propria residenza in Italia entro un anno dalla dichiarazione stessa;

RICONOSCIMENTO DEL POSSESSO ININTERROTTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA PER LE DONNE SPOSATE A CITTADINI STRANIERI DOPO IL 1° GENNAIO 1948 E PER I LORO DISCENDENTI

La legge sulla cittadinanza n. 555/1912 (abrogata nel 1992) prevedeva la perdita della cittadinanza italiana in caso di acquisizione di una cittadinanza straniera per matrimonio.
La più recente giurisprudenza ritiene invece che alle donne sposate con cittadini stranieri dopo il 1° gennaio 1948, che hanno acquisito automaticamente la cittadinanza straniera per matrimonio ed hanno perduto la cittadinanza italiana, possa essere riconosciuto il "possesso ininterrotto" della cittadinanza italiana. Esse possono quindi trasmettere la cittadinanza ai propri figli, che sono considerati italiani dalla nascita (se maggiorenni, il riconoscimento avviene sulla base di una dichiarazione di volontà in tal senso).
La domanda può essere effettuata anche dai figli delle donne decedute.
Al fine di veder riconosciuto tale diritto è necessario che le donne in questione, ed i loro figli, si rechino in Consolato per firmare l'apposita domanda.
Per l'elenco dei documenti che devono accompagnare la domanda, clicca qui.

RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA IURE SANGUINIS

Il richiedente deve essere stabilmente residente nei Cantoni Ginevra Vaud Vallese ed essere in possesso del permesso di soggiorno.
Con Decreto Legge 24/04/2014 n.66 è stato introdotto a partire dall’8 luglio 2014 il pagamento di una tassa consolare equivalente a 300 euro (da pagare in Franchi Svizzeri sulla base del tasso di ragguaglio fissato ogni 3 mesi da questo Consolato e pubblicato sul nostro sito web) per la trattazione delle pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana presentate, a qualsiasi titolo, da soggetti maggiori di anni 18.
Il pagamento deve essere effettuato al momento della presentazione della domanda, anche se la pratica è incompleta ed anche se la stessa ha esito negativo, ossia anche quando la cittadinanza non viene riconosciuta.
Documenti riguardanti l’ascendente italiano:
1. Certificato di nascita in originale (Estratto dell’atto di nascita) dell’antenato italiano che ha dato origine alla cittadinanza, completo di generalità dei genitori. Questo documento dovrà essere richiesto al Comune italiano di nascita dell’ascendente. Se i registri anagrafici non erano ancora in uso all’epoca della nascita dell’antenato, occorre presentare il Certificato di Battesimo in originale rilasciato dalla Parrocchia, con riconoscimento della firma del Parroco da parte della Curia Vescovile competente.
2. Certificato di non naturalizzazione dell’avo italiano, emesso dalla competente autorità straniera.
Si ricorda che la trasmissione della cittadinanza italiana puo’ avvenire anche per via materna solo per i figli nati dopo il 01.01.1948, data di entrata in vigore della Costituzione italiana.
Documenti riguardanti tutti gli ascendenti, dall’avo ai richiedenti:
Tutti gli atti di stato civile (nascita, matrimonio, morte) dell’antenato italiano che trasmette la cittadinanza e dei discendenti in linea retta fino al richiedente, dovranno essere in originale ed in formato integrale.
Tutti i documenti richiesti dovranno essere muniti di Apostilla, tradotti in lingua italiana da un traduttore riconosciuto dall’Ambasciata o Consolato d’Italia competente per territorio che ne dovrà poi legalizzare la firma e certificare la conformità della traduzione.

DOPPIA CITTADINANZA
Sono doppi cittadini dalla nascita i figli di un genitore italiano e uno straniero.
In base alla normativa in vigore, a partire dal 16 agosto 1992 (data di entrata in vigore della attuale legge sulla cittadinanza) il cittadino italiano che acquista un’altra cittadinanza conserva quella italiana, salvo che non vi rinunci espressamente e fatti salvi gli accordi internazionali.
Per permetterci di aggiornare lo schedario consolare, preghiamo chi acquista la cittadinanza svizzera di inviare all’Ufficio cittadinanza del Consolato la fotocopia del decreto di naturalizzazione, con l’indicazione della data del giuramento, e la fotocopia del passaporto svizzero.


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