Colori della Repubblica Italiana
   

Il sistema di sicurezza sociale in Svizzera e le norme sul trattamento previdenziale degli italiani in Svizzera 


- Pensioni 
    - Il primo pilastro 
    - Il secondo pilastro 
    - Il terzo pilastro 
- Assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali 
- Assicurazione contro la disoccupazione 
- Assicurazione malattia 
- Assicurazione maternitá


SICUREZZA SOCIALE
Dal 1° giugno 2002 le preesistenti convenzioni in materia tra Italia e Svizzera sono state sostituite dall'accordo UE-Svizzera sulla libera circolazione nella parte attinente alla sicurezza sociale che recepisce integralmente il Regolamento CEE n.1408/71 ed il relativo Regolamento d'applicazione n. 574/72. Queste normative non prevedono l'armonizzazione dei sistemi nazionali di sicurezza sociale, che rimangono inalterati, ma solo il coordinamento delle prestazioni per coloro che dovessero trasferirsi per lavoro da un paese all'altro. Le convenzioni italo-svizzere sopra menzionate rimangono comunque valide per coloro i quali non hanno mai svolto attività lucrativa e per coloro i quali hanno lavorato in Italia o Svizzera ma che non hanno né la cittadinanza UE né quella svizzera.
I principi fondamentali dei Regolamenti in questione sono:
• uguaglianza di trattamento tra cittadini svizzeri e cittadini UE;
• riduzione o soppressione degli effetti negativi che un cambiamento di occupazione o di residenza possono comportare nella protezione assicurativa; esportabilità delle prestazioni.
Per ulteriori informazioni sull'argomento si possono consultare i siti dell'amministrazione svizzerawww.ch.ch e dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS)www.bsv.admin.ch.

Per l'Italia ulteriori informazioni possono essere ricercate nei siti istituzionali www.lavoro.gov.it, www.ministerosalute.it, www.solidarietasociale.gov.it e dell'INPS www.inps.it.

1. Pensioni
L'accordo sulla libera circolazione tra UE e Svizzera consente di sommare tutti i periodi di contribuzione effettuati nei singoli paesi al fine di soddisfare le condizioni per il diritto alla prestazione. Per quanto concerne gli importi, ogni Stato è debitore, secondo la propria legislazione, della parte (prorata) relativa ai periodi di attività effettuati sul suo territorio.

1.1. Italia
La domanda di pensione, in regime internazionale, può essere presentata presso la Sede INPS competente per territorio (luogo di residenza in Italia) o presso la Cassa svizzera di compensazione. Le procedure e la documentazione da allegare sono elencate sui siti: www.inps.it e www.ahv.ch.
Il trattamento minimo della prestazione di vecchiaia e superstiti può essere ottenuto in Italia a condizione che il pensionato: 
    • abbia la residenza in Italia; 
    • abbia lavorato effettivamente in Italia per almeno 10 anni; 
    • abbia un reddito annuo inferiore ad una cifra stabilita per legge, tenuto conto
      anche delle prestazioni estere.
Per i pensionati ultrasettantenni residenti all'estero, i quali percepiscono una prestazione di importo modesto, l'art.38 della legge n.289/2002 ha previsto la concessione di una maggiorazione sociale tale da garantire al pensionato un reddito minimo che viene aggiornato ogni anno.
Tenuto conto della complessità delle norme, è consigliabile ricorrere alla consulenza fornita a titolo gratuito da uno dei patronati italiani operanti in Svizzera. Quelli con la maggiore presenza sul territorio sono i seguenti: ACLI, INCA-CGIL e ITAL-UIL.
 
1.2. Svizzera
Il sistema pensionistico svizzero si articola in tre componenti, chiamate pilastri, di cui due sono obbligatorie ed una facoltativa. Al riguardo esiste una legge istitutiva per ogni pilastro, a cui fanno seguito le "revisioni" (modifiche sostanziali) e le "ordinanze" (modifiche applicative).

Primo pilastro
L'assicurazione di base per vecchiaia e superstiti (AVS) e l'assicurazione per invalidità non professionale (AI) costituiscono il primo dei tre pilastri. Le prestazioni, concesse da queste due assicurazioni, sotto forma di rendita, devono garantire il fabbisogno vitale. Quando questo scopo non è raggiunto, si ricorre alle prestazioni complementari (PC) che non sono prestazioni di natura assistenziale ma costituiscono un diritto concesso, a determinate condizioni, ai singoli individui.
Le casse di compensazione sono gli organi esecutivi dell'AVS e dell'AI essendo incaricate di riscuotere i contributi e versare le prestazioni. Ogni persona deve quindi aprire un conto individuale presso una di queste casse per la registrazione di tutti i redditi per attività lavorativa e degli anni di contribuzione. Il Consiglio Federale, tramite l'Ufficio Federale delle Assicurazioni sociali (UFAS), vigila sul buon funzionamento del sistema.
Contributi AVS
I contributi per l'assicurazione di base per vecchiaia e superstiti (AVS) sono obbligatori per tutti i residenti (lavoratori dipendenti, indipendenti, persone le quali non svolgono attività lucrativa, come ad esempio madri o padri i quali si prendono cura dei bambini). Nel caso dei lavoratori dipendenti, i contributi sono pari al 10,1% della retribuzione di cui una metà a carico del lavoratore e l'altra a carico del datore di lavoro. Coloro che non svolgono attività lucrativa sono tenuti a versare un contributo minimo.
Gli interessati devono chiedere il conteggio dei contributi alla propria cassa di compensazione. La base per il calcolo è costituita dal reddito dichiarato per le imposte federali dirette.
Prestazioni AVS
Sono prestazioni dell'AVS le rendite di vecchiaia, le rendite ai superstiti e l'assegno per grandi invalidi. Le rendite sono adeguate all'evoluzione dei prezzi e delle retribuzioni (indice misto).
L'età per il pensionamento è di norma 
    • per gli uomini: 65 anni 
    • per le donne: 63 anni per le classi d'età 1939/1941, 64 anni per le classi d'età 1942 e successive.
Sono previste possibilità di riduzione dell'età per alcune categorie di lavoratori.
A i
L'assicurazione per invalidità non professionale (AI), obbligatoria per coloro i quali risiedono o lavorano in Svizzera, garantisce alle persone le quali sono invalide o lo diventano prestazioni in natura (misure di reintegrazione) o in denaro (rendite). L'inserimento o il reinserimento professionale sono prioritari rispetto al pagamento di una rendita.
L'invalidità sussiste quando una persona, in seguito ad infeiiiiità fisica o psichica (dalla nascita o in seguito a malattia o ad infortunio non professionale) non può lavorare per un danno permanente o di lunga durata (almeno un anno). L'assicurazione per invalidità non professionale non va confusa con l'infortunio sul lavoro e le malattie professionali per cui esiste una disciplina a parte (si vedano in proposito i paragrafi corrispondenti).
La domanda di prestazioni deve essere inoltrata all'ufficio dell'assicurazione invalidità del cantone di domicilio.
Per ulteriori informazioni su AVS ed AI si può consultare il sito internet www.ahv.ch.

Secondo pilastro
Ad integrazione del primo pilastro è prevista la previdenza professionale (LPP) per vecchiaia, invalidità, decesso e superstiti. L'obbligo assicurativo è in vigore dal 1 gennaio 1985 e concerne solo i lavoratori dipendenti i quali: 
    • hanno più di 17 anni; 
    • sono soggetti all'obbligo di contribuzione AVS; 
    • ricevono uno stipendio annuo superiore a CHE 19.350.
Il Secondo pilastro è finanziato con un sistema a capitalizzazione. I contributi sono versati dai datori di lavoro. La quota dei dipendenti è dedotta immediatamente dalla retribuzione.
Le prestazioni sono erogate come rendita o in capitale, al compimento dell'età pensionabile o secondo le condizioni espressamente indicate nel regolamento della cassa alla quale la persona è affiliata. Le prestazioni minime sono fissate con legge federale.
Se il rapporto di lavoro dipendente cessa prima che abbia diritto al pagamento della prestazione, l'assicurato lascia l'istituto di previdenza al quale è affiliato per aderire a quello del suo nuovo datore di lavoro (libero passaggio). L'assicurato ha diritto ad una prestazione d'uscita il cui importo è fissato dal regolamento dell'istituto di previdenza. Se la persona diventa disoccupata o inizia un'attività autonoma, la prestazione d'uscita è versata ad un istituto bancario o ad una compagnia di assicurazione su un conto o su una polizza di libero passaggio.
Il versamento in contanti della prestazione d'uscita è autorizzato soltanto nei casi seguenti: 
    • Partenza definitiva dalla Svizzera
A partire dal l° giugno 2007 l'assicurato il quale lascia definitivamente la Svizzera e dimostra di stabilirsi in un paese dell'Unione Europea, in Islanda od in Norvegia potrà ricevere il pagamento in capitale della prestazione di libero passaggio solo se non sarà iscritto alle assicurazioni obbligatorie per la vecchiaia, decesso ed invalidità del paese di nuova residenza. In caso di partenza per un paese diverso da quelli sopra indicati, il versamento in contanti sarà possibile anche dopo il lo giugno 2007. Se l'assicurato si trasferisce in Liechtenstein il versamento è escluso.
• Avvio di una attività autonoma
Se l'assicurato intraprende in Svizzera un'attività autonoma non è più soggetto alla previdenza professionale obbligatoria ed è dunque possibile versare la prestazione d'uscita in contanti. 
    • Importo di piccola entità
La prestazione di uscita è versata in contanti se è inferiore all'importo annuo dei contributi versati dall'assicurato.
Per maggiori informazioni si possono consultare i siti www.ch.ch e www.bsv.admin.ch.
Per la previdenza professionale dei lavoratori indipendenti si consiglia di consultare il sito del Segretariato di Stato per l'economiawww.kmu.admin.ch.
 
Averi dimenticati
Prima del gennaio 1985 la previdenza professionale era facoltativa e prevedeva una diversa disciplina in caso di cambiamento del posto di lavoro. Qualora un lavoratore dipendente, il quale abbia già lasciato definitivamente la Svizzera, non abbia chiesto il pagamento delle prestazioni di previdenza professionale può
rivolgersi all'Ufficio centrale del II pilastro, al fine di verificare gli eventuali diritti pendenti. L'ufficio non gestisce i conti individuali e non amministra gli averi dimenticati ma attua il collegamento tra gli Istituti di previdenza professionale e gli assicurati. Il suo sito è www.sfbvg.ch.

Terzo pilastro
Il terzo pilastro è costituito dalla previdenza individuale. Di natura facoltativa, si distingue dalle altre forme di risparmio perché gode di specifici vantaggi di natura fiscale.

2. Assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali
Tutti i lavoratori dipendenti sono assicurati obbligatoriamente contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. A seconda del tipo di attività l'assicurazione è gestita dall'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni INSAI (in tedesco SU-VA, in francese CNA) o da altri assicuratori autorizzati, il cui elenco è reperibile sul sito www.bag.admin.ch alla voce assicurazione infortuni della sezioni temi.
I premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sono a carico del datore di lavoro, mentre quelli per gli infortuni non professionali sono in via di principio a carico del dipendente. Il premio assicurativo è interamente versato dal datore di lavoro che a sua volta deduce dalla retribuzione la quota parte del dipendente.
Le prestazioni dell'assicurazione infortuni sono le seguenti:
• rimborso delle spese mediche e delle altre spese causate da infortunio o malattia professionale; 
    • indennità giornaliere in seguito all'incapacità lavorativa temporanea; 
    • rendite in caso di incapacità lavorativa permanente o decesso; 
    • indennità per menomazioni dell'integrità e assegni ai grandi invalidi.
Per ulteriori informazioni si possono consultare i siti dell'Ufficio federale della sanità pubblica (www.bag.admin.ch), dell'INSAI (www.suva.ch) e dell'Associazione svizzera delle Assicurazioni (www.svv.ch).

3. Assicurazione contro la disoccupazione
Le indennità di disoccupazione devono di regola essere richieste nel paese ove è stata esercitata l'ultima attività lucrativa.
 
3.1. Svizzera
Le persone le quali esercitano un'attività lavorativa dipendente e sono obbligatoriamente iscritti all'AVS, sono tenute a versare i contributi anche all'assicurazione contro la disoccupazione (AD) in base alla legge federale contro la disoccupazione (LADI in vigore dal 1 luglio 2003). I lavoratori indipendenti, invece, non sono assicurati contro la disoccupazione.
Una persona è considerata disoccupata solo se si è registrata come tale presso il comune di domicilio o presso l'ufficio di collocamento competente. La nazionalità non ha alcuna rilevanza per il diritto all'indennità. I cittadini stranieri devono comunque disporre di un permesso valido di domicilio o di dimora.
I frontalieri (assicurati residenti all'estero che lavorano in Svizzera) percepiscono l'indennità di disoccupazione dallo Stato in cui risiedono. In caso di lavoro ridotto o di perdita del lavoro dovuta ad intemperie, ricevono le prestazioni dall'assicurazione svizzera.
Gli stranieri in possesso di un contratto di lavoro di durata inferiore ad un anno (dimoranti temporanei) hanno diritto all'indennità solo se raggiungono il periodo di contribuzione minimo. In caso contrario devono richiederla al proprio paese di origine.
Gli uffici svizzeri competenti in materia di disoccupazione sono i seguenti: 
    • gli Uffici regionali di collocamento (URO) per l'iscrizione nella lista delle persone 
     in cerca d'impiego; 
    • il servizio cantonale (SdI e KIGA) per i programmi di riqualificazione professionale; 
    • la cassa di disoccupazione (CD) per il pagamento dell'indennità di disoccupazione.
Per ottenere la predetta indennità la persona assicurata deve aver svolto un'attività dipendente per almeno 12 mesi durante i due anni che precedono il licenziamento ed aver pagato i relativi contributi. Valgono come periodi di contribuzione anche quelli effettuati in uno Stato dell'UE o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) se la persona assicurata, dopo l'arrivo in Svizzera, ha svolto un'occupazione soggetta a contribuzione. L'assicurato deve in questo caso presentare il formulario E 301.

L'assicurato deve inoltre intraprendere tutto il possibile per evitare o abbreviare la disoccupazione effettuando ricerche d'impiego ed accettando ogni occupazione considerata adeguata alla sua situazione. Ha anche l'obbligo di comunicare agli organismi competenti qualsiasi cambiamento relativo al diritto all'indennità (inizio di un'attività indipendente, malattia, infortunio, ecc.).
Il disoccupato, il quale si è messo a disposizione di un Ufficio di collocamento per un periodo di almeno 4 settimane, può recarsi in un paese dell'UE o dell'AELS per un periodo massimo di tre mesi allo scopo di cercarvi un lavoro. Durante il soggiorno all'estero continuerà a percepire le indennità svizzere a condizione di iscriversi tempestivamente all'ufficio del lavoro del paese in cui avviene la ricerca e di sottoporsi al controllo previsto da tale stato. Se non riesce a trovare lavoro, deve rientrare in Svizzera prima della scadenza dei tre mesi e annunciare il suo ritorno all'URC, pena la perdita del diritto alle ulteriori prestazioni.
Dettagliate informazioni sui diritti, gli obblighi e le procedure, sono contenute nell'opuscolo " disoccupazione" rintracciabile sul seguente sito internet: http://www.seco.admin.ch (percorso: Home — pubblicazioni e formulari —opuscoli — disoccupazione).

3.2. Italia
I frontalieri italiani i quali lavorano in Svizzera hanno diritto ad un trattamento speciale di disoccupazione totale, a carico dell'INPS, pari al 50% del salario lordo medio annuo soggetto a contribuzione, comprensivo di eventuali indennità per malattia ed infortuni ma con esclusione dell'assegno per il nucleo familiare, percepito in Svizzera nell'anno precedente allo stato di disoccupazione. La materia è stata disciplinata da una serie di provvedimenti legislativi, l'ultimo dei quali è la Legge n.147 del 5 giugno 1997, emanati in esecuzione dell'accordo italo-svizzero sulla retrocessione finanziaria in materia di assicurazione contro la disoccupazione dei lavoratori frontalieri. L'accordo in questione, in vigore dal 3 aprile 1980, continua ad essere applicato, salvo denuncia di una delle parti, essendo stato inserito nel Protocollo addizionale all'Accordo sulla libera circolazione tra LE e Svizzera.

4. Assicurazione malattia

4.1. Connazionali residenti in Svizzera per più di un anno
La normativa svizzera in materia di assicurazione malattia (legge federale LAMal del 1994 e successive modifiche) prevede che ogni persona residente o domiciliata in Svizzera si assicuri, obbligatoriamente ed a suo carico, ad una delle Casse malattia svizzere di sua scelta (l'elenco degli assicuratori autorizzati è rintracciabile sul sito www.bag.admin.ch).
Tutti gli stranieri devono sottoscrivere assicurazioni individuali, per sé e per i propri familiari, se la durata del soggiorno supera i tre mesi.
Alcune categorie di persone non sono soggette all'obbligo di assicurazione o possono essere esentate, a domanda, se rientrano nei casi previsti all'art.2 dell'Ordinanza sull'assicurazione malattia (OAMal) del 22 maggio 2002 e successivi aggiornamenti. L'esonero dall'obbligo di assicurarsi in Svizzera deve essere chiesto alle autorità cantonali del luogo di domicilio.
Per un temporaneo soggiorno all'estero le persone, iscritte ad una Cassa malattia svizzera, ottengono dalla propria assicurazione un formulario che attesta il diritto alle cure mediche per il periodo di trasferimento.
Coloro i quali beneficiano solo di una pensione italiana, e trasferiscono la residenza in uno dei paesi dell'Unione europea o in Svizzera, possono beneficiare delle cure secondo la legislazione del paese di nuova residenza.
In caso di temporaneo rientro in patria, i pensionati ed i lavoratori privati italiani residenti all'estero, compresi i loro familiari, possono ottenere gratuitamente dal servizio sanitario nazionale solo le prestazioni ospedaliere urgenti per un periodo massimo di 90 giorni nell'anno solare.

4.2. Connazionali residenti in Italia
La normativa comunitaria prevede la concessione della Tessera Europea Assicurazione Malattia (TEAM) anche a favore di tutti coloro i quali si trasferiscono temporaneamente in uno degli Stati dell'Unione o in Svizzera. La TEAM sostituisce i formulari E 111, E 128 ed E 109 e permette al Servizio Sanitario Nazionale di farsi carico delle eventuali spese di malattia.
Gli italiani che rientrano o si trasferiscono definitivamente in Italia ripristinano od ottengono l'assistenza sanitaria mediante una comunicazione alla ASL territorialmente competente, confermando o effettuando la scelta del medico di base.
I lavoratori italiani frontalieri, i quali lavorano in Svizzera e risiedono in Italia, devono assicurarsi contro le malattie nel paese in cui sono impiegati. Tuttavia ai sensi del comma b) punto 3 dell'allegato VI del Regolamento CE 1408/71, modificato in occasione degli Accordi settoriali UE—Svizzera, hanno la possibilità di optare per l'assistenza sanitaria del paese di residenza, per sé e per i propri familiari.

5. Assicurazione maternità
Normativa svizzera a tutela delle madri lavoratrici
Le donne incinta e le madri beneficiano di una protezione speciale prevista dalle seguenti normative: 
    • Legge sul lavoro nell'industria, l'artigianato ed il commercio (LTr) e le relative     
       ordinanze di esecuzione; 
    • Codice delle obbligazioni (CO); 
    • Legge e regolamento sulle indennità per perdita di guadagno (IPG); 
    • Legge sull'eguaglianza fra uomo e donna (LEg).
Informazioni sulle predette leggi e sulla loro applicazione (protezione della salute, versamento continuato della retribuzione, protezione contro il licenziamento ed altro) sono contenute nella pubblicazione del Segretariato di Stato per l'Economia, reperibile sul sito www.seco.admin.ch.
Dal 1° luglio 2005 è stata introdotta l'indennità di maternità per le madri le quali esercitano un'attività lucrativa dipendente o indipendente o collaborano nell'azienda del marito percependo un salario in contanti. Tale prestazione fa parte delle indennità per perdita di guadagno (IPG). Informazioni sul diritto, la contribuzione, gli importi delle prestazioni nonché sulla documentazione necessaria ed i moduli per richiedere la prestazione sono reperibili sul sito www.ahv.ch
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Spese per il parto
Le spese per il parto sono assunte dalle Casse svizzere per l'assicurazione malattia.
Le cittadine italiane o di altro paese UE, i quali risiedono in Italia e per motivi familiari (madre che risiede in Svizzera o marito che lavora in Svizzera) desiderano partorire in un ospedale elvetico, devono richiedere l'autorizzazione della ASL italiana competente.
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